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In questa sezione vogliamo farvi conoscere la storia del nostro piccolo paesino sulla Serra, attraverso i passaggi delle grandi Guerre, emigrazioni in altri Paesi e testimonianze date dalla gente che ci circonda.Per ricordare tutti coloro che sono venuti fino qui da posti lontani, vi rimandiamo al sito dell'Ecomuseo che ha già una sezione apposita e ricca di contenuti. Tutti le informazioni presenti nei documenti redatti in questo sito, sono tratti da diverse fonti, come libri locali, siti internet, ricerche e sondaggi.Ci scusiamo per eventuali errori, che sarà nostro compito correggere ed aggiornare, se ci contatterete in merito. |
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(Fonti varie)

Zübién-a
Uno degli ambienti più caratteristici del Biellese è la zona della Bessa, interamente ricoperta da cumuli di ciottoli, arrotondati e levigati a causa del loro scorrimento sulle fiumane glaciali. In epoca preromana i Salassi avevano scoperto la presenza dell’oro in questo giacimento morenico; un’ininterrotta serie di ciottoli diluviali accatastati dall’uomo resta a testimoniare l’attività mineraria che qui si svolse in un lontano periodo storico. Risalendo nei secoli, si ha notizia certa che il territorio di Zubiena faceva parte della regione occupata dagli Ictimuli, i famosi cercatori d’oro della Bessa e delle regioni attigue.
Altro elemento di suggestiva bellezza è l’antica formazione morenica della Serra, su cui sorgono diversi paesi incastonati tra le varie dorsali che scendono verso la pianura. La fisionomia agricolo-pastorale della Serra è di grande precarietà economica, dovuta alle sfavorevoli condizioni morfologiche: terra aspra e difficile da coltivare, estrema parcellizzazione e frazionamento dei terreni.
Questi due elementi, Bessa e Serra, determinano una
divisione del paese in due distinti centri presenti già nel Medioevo: quello
della Villa, situato sulla collina
morenica, e l’antichissimo borgo situato nel cuore della Bessa che si chiamava
Blatino o Beatino.
Blatino faceva parte del comitato di Vercelli e poi fu feudo dei Vescovi di Vercelli che ne investirono i De Beatino, nobile famiglia dei Sandigliano di Sandigliano che possedeva in loco un castello a forma di torrione.
Anche Zubiena Villa fece parte nell’Alto Medioevo del Comitato di Vercelli; nel 1014 appartenne a Guidoberto Conte di Pombia e ai Signori di Cerrione.
Sono due realtà distinte con propria fisionomia in cui sorsero, certamente prima dell’anno 1000, due chiese che fungevano da centro religioso e centro civile (i Comuni non esistevano ancora). Blatino era un centro religioso della stessa importanza di Villa.
Durante le guerre del 1341 e del 1343 il castello e tutto il Borgo di Beatino furono distrutti e gli abitanti si aggregarono al centro di Villa. Solo nel secolo successivo le abitazioni furono gradatamente ricostruite attorno alla superstite chiesa di S. Cassiano di Blatino.
Alcune notizie della Tribuna Biellese del 27/04/1893 ci narrano un fatto singolare che riguarda l’aggressione contro il Parroco di Zubiena. Si riferisce al parroco N.N.: “...Era di sera quando due sconosciuti picchiarono alla porta di casa del nostro parroco. Il parroco, non dubitando nessun tranello, aperse senz’altro la porta e si accinse ad interrogare i due sconosciuti. Ma Questi non gli diedero tempo di formulare alcuna domanda. Uno di essi, giovane e robusto, brandendo un martello, colpì al capo il parroco, che, vedendosi investito si tirò indietro in fretta, rimanendo meno potentemente colpito dalla percossa; i malfattori, stimando di aver colpito bene, si diedero allora alla fuga.”
(Fonti varie)

ZUBIENA
In un contesto paesaggistico vario e suggestivo che passa dal folto dei boschi della Serra all’aridità della Bessa è situato il paese di Zubiena.
La Serra è un’antica formazione morenica tra le più imponenti in Europa che si è formata per successivi depositi fluvio – glaciali nel corso dei millenni.
Caratterizzata da una rigogliosa vegetazione composta prevalentemente da castagni, betulle, e querce è un enorme polmone verde a cavallo delle provincie di Biella e Torino.
Dai rilievi collinari della Serra si scende gradatamente verso la Bessa, importante sito archeologico.
In essa si trovano cumuli di ciottoli arrotondati e levigati dall’acqua dei torrenti testimoni dell’utilizzo di questo luogo come miniera d’oro a cielo aperto, in epoca precedente ai romani, dalle popolazioni locali “vittimuli” fatte in seguito schiave e sfruttate dagli stessi.
Sotto l’aspetto naturalistico la flora è formata da arbusti e piante rare che offrono riparo a ricci, lepri, volpi, scoiattoli e ghiri.
In questa terra aspra e difficile da coltivare il paese di Zubiena vanta un lunga storia di uomini che prima, lavorando con fatica la terra erano stanziali, a cavallo tra l’ ‘800 e il ‘900 lo hanno spopolato per emigrare in cerca di migliori condizioni economiche ed ora ritorna ad avere un discreto numero di abitanti che apprezzano i vantaggi di una vita tranquilla e salubre.
Questo paese si divide nel capoluogo “Villa” sede dei principali servizi con la Parrocchiale di San Nicolao esempio di arte barocca biellese con pregevole altare maggiore in marmo.
Su una dorsale morenica si trova la frazione Parogno con la chiesa di San Pancrazio, piccola perla recentemente restaurata, sull’altra la frazione Belvedere che prende il nome dallo spettacolare panorama che offre sulla pianura vercellese e sui paesi circostanti.
Lungo la strada provinciale Chalet Bessa – Cerrione si trovano i casali che costituiscono la frazione Riviera, antichissimo borgo chiamato “Blatino” con la Parrocchiale di San Cassiano e l’adiacente campanile.
Continuando per questa strada si giunge alla frazione Vermogno con la sua struttura di borgo medioevale da cui si dipartono molte stradine che conservano intatte memorie di antiche genti.
Di recente restauro sono gli affreschi custoditi nella sua chiesetta dedicata a San Carlo.
Nel territorio zubienese spicca la presenza di numerose fontane dalle acque fresche e incontaminate e tra queste la più famosa è la fontana Solforosa.
Zubiena è un buon punto di partenza per passeggiate a piedi o in bicicletta percorrendo sentieri ben segnalati tra il verde e il fresco dei boschi.
(scritto da alcune persone di Zubiena)


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